mercoledì 23 agosto 2017

Da venerdì 1 settembre al via il “Francavilla è Jazz” 2017





Luigi Grasso Quartet, Rosario Bonaccorso Quartet, Joyce E. Yuille & Jazz Inc le formazioni della IV edizione

Cresce sempre più l’attesa per la quarta edizione del Francavilla è Jazz, vero evento di punta dell’estate francavillese. 
La location, come consuetudine, sarà la suggestiva cornice di Largo San Marco, scorcio situato nel cuore del centro storico di Francavilla Fontana. 

Luigi Grasso

Venerdì 1 settembre, alle ore 21:30, Luigi Grasso Quartet, sfavillante formazione costituita da Luigi Grasso (sax), Andrea Pozza (pianoforte), Luca Pisani (contrabbasso) e Giovanni Scasciamacchia (batteria), inaugurerà il festival brillantemente diretto da Alfredo Iaia. Il quartetto, guidato dal purissimo talento Grasso, sanguigno bopper dal fraseggio dirompente, eseguirà un repertorio incentrato su svariati e celeberrimi standard della tradizione jazzistica, unitamente ad alcuni brani italiani rigorosamente riarrangiati in chiave jazz. A soli 14 anni, il sassofonista campano, ma parigino d’adozione e d’azione, stregò letteralmente il grande trombettista statunitense Wynton Marsalis, che disse di lui: <Ragazzo, tu col sax, come ti chiami? Luigi Grasso? E quanti anni hai? Solo 14? Negli ultimi vent’anni ho sentito forse sette, otto suonare bene come te. Ma sappi che questo può essere sia un vantaggio che uno svantaggio. Non perderti per la strada come tanti altri, mi raccomando. Resta concentrato e motivato. Dovrai innalzarti sopra la “pubblica opinione”, essere critico verso le “verità” ufficiali e pensare sempre con la tua testa>. Pozza, uno fra i migliori jazzisti italiani in attività, pianista che fonde uno spiccato senso melodico con una propulsione swingante particolarmente energica, insieme al tandem Pisani-Scasciamacchia, garanzia di granitica solidità ritmica, contribuiranno in modo determinante a un live che promette spettacolo. 

il pianista Andrea Pozza

Si prosegue sabato con Rosario Bonaccorso Quartet, formato da Dino Rubino (flicorno), Enrico Zanisi (pianoforte), Rosario Bonaccorso (contrabbasso) e Alessandro Paternesi (batteria). La formazione diretta da Bonaccorso, uno tra i massimi esponenti del contrabbasso jazz tricolore, presenterà A Beautiful Story, la nuova creatura discografica del musicista siculo licenziata da Jando Music e Via Veneto Jazz. (recensita su questo blog QUI Insieme a tre giovani e valenti jazzisti, oramai affermati e stimati anche oltre i confini nazionali, Rosario Bonaccorso ha dato vita a un album che consta di dodici composizioni frutto della sua feconda materia grigia. Un disco profondo, denso di pathos evocativo, incardinato su una commistione fra modern jazz e contemporary jazz, dal quale, a sprazzi, sgorga un’anima mediterranea. 

da sx Paternesi, Bonaccorso, Rubino, Zanisi


Domenica calerà il sipario sulla IV edizione del Francavilla è Jazz con Joyce E. Yuille & Jazz Inc, band composta da Joyce E. Yuille (voce), Giacomo Uncini (tromba), Alessandro Fariselli (sax), Massimiliano Rocchetta (pianoforte), Mauro Mussoni (contrabbasso), Fabio Nobile (batteria) e Luca Mattioni (percussioni). La line-up guidata dall’esplosiva vocalist statunitense, dotata di un timbro riscaldante, avvolgente e maliardo, nonché cantante dalla presenza scenica notevole, proporrà una serie di composizioni originali tratte da alcuni suoi dischi e qualche standard jazz molto noto. La sua band è spumeggiante, costituita da musicisti dalla verve comunicativa travolgente. 



Sempre e solo nel segno di una proposta artistica qualitativamente eccellente, la quarta edizione della kermesse francavillese, come ogni anno, presenta un programma di alto livello. Per la realizzazione di questa prestigiosa rassegna è doveroso menzionare il Comune di Francavilla Fontana per il patrocinio e per il fondamentale apporto organizzativo, gli sponsor per l’indispensabile contributo e il competente direttore artistico Alfredo Iaia per l’oculatezza e la bontà delle sue scelte artistiche.

Stefano Dentice (con la collaborazione di Gian Luigi Destefanis)



mercoledì 19 aprile 2017

Il fascino del vibrafono-jazz nel nuovo CD del quartetto di Marco Pacassoni: GRAZIE (Nasswetter Music Group 2017)

Ho sempre nutrito una particolare predilezione per le sonorità ovattate del vibrafono sin dai tempi di Milt Jackson e del Modern Jazz Quartet, gruppo che ho particolarmente amato nei primi anni in cui ho cominciato ad appassionarmi a questa musica.
È stato quindi con grande piacere che mi sono accinto ad ascoltare questo nuovo album dell'eccellente strumentista di Fano, Marco Pacassoni.




Non sono molti i jazzisti italiani in attività che si sono interamente dedicati a strumenti così particolari come il vibrafono e la marimba, riuscendo ad arrivare a risultati di altissimo livello artistico, come ha fatto Marco Pacassoni con questo album, coadiuvato da eccellenti musicisti come Enzo Bocciero, piano e tastiere, Lorenzo De Angeli al basso acustico e Matteo Pantaleoni alla batteria e percussioni. 
Il disco, come si evince dal titolo, è anche un gesto di gratitudine da parte del leader nei confronti del padre, mancato da poco, "che è stato il primo a credere in lui oltre ogni ragionevole dubbio". 
I 10 brani che compongo l'album sono tutte composizioni originali, sei del leader e quattro di Bocciero, e spaziano fra elegante compostezza e allegra vivacità, offrendo a tutti gli interpreti lo spazio necessario per mettere in evidenza le loro qualità strumentistiche.
Citazione a parte meritano gli ultimi due brani "Prelude to One Day" e "One Day (We'll Play Together)" il primo eseguito in solo alla marimba e l'altro con la presenza di due ospiti di grande spessore: Riccardo Bertozzini alla chitarra classica che ci offre un accattivante intervento solistico  con tinte spagnoleggianti, seguito dal flicorno di Amyk Guerra con spunti altrettanto appassionati.
Questo album, in sintesi, è una eccellente pagina di musica tout court, senza etichette, che non rinnega il jazz, che è sempre sottotraccia, ma che può essere ampiamente goduta da chi non ne è particolarmente coinvolto.
Per dare un idea di cosa stiamo parlando proponiamo questo swingante "Freedom", ripreso durante uno dei numerosi concerti per promuovere il disco.




Per chi volesse saperne di più:
http://www.marcopacassoni.com/
https://www.youtube.com/channel/UCAWTAieVh09NWecPiECGWDg
https://www.facebook.com/marco.pacassoni?fref=ts

martedì 28 marzo 2017

Darshan - Apramada Project (Alessio Brocca edition 2017) il primo album di una trilogia concepita dal sassofonista Giuseppe Santangelo.



"Darshan", album di esordio del sassofonista siciliano trapiantato a Milano Giuseppe Santangelo,  è il primo di una prevista serie di tre, con il suo quartetto composto da Giulio Stromendo al piano, Marco Brambilla al basso e Riccardo Bruno alla batteria, in cui affronta un percorso filosofico-spirituale di ispirazione orientaleggiante, definito Apramada Project.


Tutti i brani da lui composti, tranne uno, hanno come titolo parole tibetane, il cui significato viene ampiamente spiegato nelle note di copertina.

Come ci spiega lo stesso autore, questo primo album è dedicato alla "ricerca di se stessi".
Prescindendo da queste motivazioni un po' elitarie, che esprimono soprattutto il pensiero del leader, la musica è gradevole e non richiede, necessariamente, di approfondire le, a volte un po' contorte, spiegazioni semantiche dei titoli. 
Di seguito il video promozionale dell'album che completa quanto sopra.



In sintesi, come tutti i "concept" album, oggi tanto di moda, questo resta, soprattutto, un'opera "concettuale", riservata ad un pubblico intellettualmente "coltivato", all'altezza della profondità del pensiero filosofico-musicale di Santangelo.



lunedì 20 marzo 2017

Rosario Bonaccorso ci racconta "Una bellissima storia" con il suo ultimo CD "A Beautiful Story" (Jando Music-Via Veneto Jazz 2017)

Nel precedente post avevo segnalato l'uscita di questo  nuovo CD di Bonaccorso, finalmente ho potuto ascoltarlo e posso parlarne con cognizione di causa.



Aprendo l'elegante confezione del CD la prima cosa che mi ha colpito è la frase (quasi un in esèrgo se si trattasse di un libro) posta all'interno:
Living a dream which comes true is "A Beautiful Story"
La realizzazione di un sogno non può che creare quell'atmosfera di affiatamento e di armonia che caratterizza questo disco.
Dopo l'eccellente Viaggiando uscito nel 2015 col precedente quartetto comprendente: Fabrizio Bosso, Javier Girotto e Roberto Taufic, Bonaccorso ha deciso di rinnovare il quartetto sia nella forma, togliendo un fiato e inserendo il pianoforte, sia nei componenti puntando su musicisti più giovani.

nella foto da sx Paternesi, Bonaccorso, Rubino e Zanisi



Esperimento decisamente riuscito con la scelta di tre talentuosi musicisti con già alle spalle diverse esperienze discografiche. Dino Rubino, il più "anziano" dei tre, negli anni ha alternato alla tromba e al flicorno, il pianoforte collaborando anche con Cafiso, Mazzarino, Fioravanti, ecc..
Enrico Zanisi, il più"giovane" è considerato oggi uno dei migliori giovani pianisti in circolazione e con il proprio trio - di cui fa parte anche Alessandro Paternesi, batterista molto apprezzato - ha realizzato già alcuni dischi che hanno riscosso il plauso della critica e non solo.
Il disco si apre con il brano che da il titolo all'album, in cui il suadente suono del flicorno si intreccia con le note del pianoforte, mentre il basso del leader e le spazzole di Paternesi arricchiscono la magica atmosfera, e prosegue nei due brani successivi con il mescolarsi di eleganti fraseggi, in cui di volta in volta prevale l'intensità espressiva di Rubino o il delicato e preciso pianismo di Zanisi, sostenuti dall'autorevole guida di Bonaccorso e dalla discreta ritmica di Paternesi.
Con Duciddu le atmosfere cambiano: il basso in apertura si impone sugli altri componenti per fondersi poi tutti intorno a Rubino che nel finale prende il sopravvento.
In Storia di una farfalla la combinazione dei quattro strumenti ci fa quasi percepire il fluttuare della farfalla.
Tango per Pablo riesce a creare una gradevole atmosfera da ballo, mentre Lulù e la Luna si apre con un un delicato dialogo piano-basso per poi proseguire con il fraseggio "lunare" di Rubino.
Il disco si chiude con il romantico, fin dal titolo, You Me Nobody Else, in cui prevale la presenza del pianoforte di Zanisi.
Ascoltando il disco tutto di seguito, si ha veramente la sensazione di essere all'interno di una "Bellissima Storia" narrata da quattro artisti che padroneggiano con maestria il proprio strumento sotto la guida sicura del Leader.

martedì 21 febbraio 2017

A BEAUTIFUL STORY, il nuovo progetto discografico di Rosario Bonaccorso.


Pubblicato il 27 gennaio 2017 per Jando Music / Via Veneto Jazz, disponibile sulle principali piattaforme digitali e in copia fisica, A Beautiful Story è il nuovo progetto discografico realizzato da uno fra i più apprezzati e autorevoli contrabbassisti jazz e compositori italiani: Rosario Bonaccorso. 
Il musicista di origine sicula sceglie ad hoc tre fulgidi talenti del panorama jazzistico nazionale per questo suo lavoro: Dino Rubino al flicorno, Enrico Zanisi al pianoforte e Alessandro Paternesi alla batteria. I dodici brani contenuti nel CD scaturiscono dall’ubertosa materia grigia di Bonaccorso. A Beautiful Story, che apre un nuovo capitolo nell’excursus artistico del noto jazzista, dopo la trilogia scritta sul tema del viaggio (Travel Notes, In Cammino e Viaggiando), è un album intenso, che coniuga modern jazz e contemporary jazz, dal quale si leva un’inebriante fragranza di mediterraneità. Rosario Bonaccorso, con una classe cristallina più unica che rara, unitamente a un’abbagliante sensibilità narrativa e a un’incantevole grazia interpretativa, dona la “parola” al suo contrabbasso, raccontando la sua musica con una generosità comunicativa che lascia con il fiato sospeso.

Stefano Dentice 21 feb. 2017

martedì 15 novembre 2016

L'armonica di Giuseppe Milici in un nuovo affascinante album "The Look of Love" (Irma Records 2016)


L'armonica nel jazz è uno strumento poco utilizzato (Toots Thielemans e Bruno De Filippi sono gli unici nomi che mi vengono in mente), ma in questo nuovo disco Giuseppe Milici ne ripropone tutto il fascino, coadiuvato da diversi bravissimi musicisti e cantanti.
Egli è un talentuoso strumentista con alle spalle una straordinaria esperienza che spazia dalla musica pop e sinfonica alle colonne sonore, dagli spettacoli televisivi alle collaborazioni con jazzisti come Franco Cerri, Philip Catherine, Lino Patruno, Romano Mussolini, Laura Fygi, James Newton ecc.. Particolare menzione merita il suo incontro nel 1997 con il mito dell'armonica jazz: Toots Thielemans, che ne apprezzò il talento e l'abilità strumentale.

Superato il traguardo dei 50 anni (è nato a Palermo nel 1964) Milici ha voluto realizzare un disco, che lui stesso definisce "rapsodico" e che mette insieme una serie di brani che considera pietre miliari della propria carriera e della propria vita. Consiglio la visione di questo video-intervista per farsi un'idea. 

https://www.youtube.com/watch?v=ub7hZBaPlcY

Il disco si apre con il brano che dà il titolo all'album e che vede la presenza dell'interessante voce di una poco conosciuta Francesca Gramegna, e prosegue con un altro celebre standard The Shadow of Your Smile in cui l'armonica duetta con la voce dell'emergente Walter Ricci, promettente crooner alla Michael Bouble.
Seguono altri brani molto noti come il motivo guida del film "Rocky" solo strumentale, una coinvolgente versione dell'hit di Gloria Gaynor I'll Survive interpretato dalla dinamica Naja. Originale anche la versione stile gypsy di Swinging in the Rain, con la chitarra di Moreno Viglione e il violino di Marcello Sirignano.
Eccellente la versione di Estate di Bruno Martino, lo standard italiano per eccellenza, brano che mi emoziona per i ricordi che suscita in me, in cui la tromba di Fabrizio Bosso si fonde magicamente con l'armonica.


La tromba di Bosso è, inoltre, presente in una delle composizioni originali di Milici Dimmi cos'è con la calda voce di Alan Scaffardi.
Notevole anche l'apporto vocale del tedesco Tom Gaebel nello standard Fly Me to the Moon e quello della messicana Ely Bruna nel classico Besame Mucho.
Fra i brani strumentali  spiccano la versione del successo di Steve Wonder Isn't She Lovely e quella in duo con la fisarmonica di Roberto Gervasi di un altro celebre standard Tea for Two.

Per concludere un ottimo disco tutto da ascoltare, distensivo, che infonde serenità con la sua musica.
Visto che Natale si avvicina potrebbe rappresentare un'eccellente idea regalo per parenti  e amici che amano la bella musica.

lunedì 17 ottobre 2016

GB PROJECT: IN THE BLOOM (Alfa Project 2016)


In quest'ultimo week-end sono riuscito, finalmente, ad ascoltare con calma questo disco del quale avevo segnalato l'uscita il mese scorso.
Il GB Project è un gruppo che non conoscevo, ed è stata una scoperta piacevole.
Composto da quattro eccellenti professionisti, tre romagnoli: Alessandro Scala al sax soprano, Gilberto Mazzotti al piano e Michele Iaia alla batteria ed un romano Piero Simoncini al double bass. In un paio di brani troviamo anche Simone Zanchini, uno dei fisarmonicisti più interessanti e originali del panorama musicale odierno.

da sx Gilberto Mazzotti, Simone Zanchini, Piero Simoncini, Michele Iaia e Alessandro Scala

Il disco comprende sette brani originali composti da Mazzotti e si apre con un brillante brano in sei ottavi Sei Otto, che evidenzia le qualità solistiche di Alessandro Scala e prosegue poi con un piacevolissimo Savor dal ritmo latineggiante.



Con il terzo brano Waltz for You, grazie alla fisarmonica di Zanchini, entriamo in una rarefatta atmosfera pseudo parigina, che mi ha riportato indietro di circa vent'anni alle felici serate nei locali di Montmartre, quando vivevo nella Ville Lumière.
Con Funky Joy, come si evince dal titolo. si gioca con spunti musicali più recenti e un po' scontati, mentre con Salsa Marina si ritorna ai vivaci ritmi latineggianti.
Nel brano successivo Light ritorna la fisarmonica di Zanchini in una struggente atmosfera di ballad.
Il disco si conclude con il brano che da il titolo all'album che, a momenti, presenta spunti bebop, evidenziando la qualità solistiche sia del pianista, sia del sax.
In sintesi un disco decisamente gradevole, rilassante, non monotono e senza velleità innovatrici, eseguito da musicisti di notevole spessore, e che mi riprometto di riascoltare spesso.